A Nosy Komba, nella foresta dei lemuri “maki maki”
di Francesca Spanò
Solcano il mare blu a ritmo lento, le barche che quotidianamente raggiungono la piccola isola vulcanica di Nosy Komba. Del resto, in Madagascar, la vita sembra scorrere tranquilla, lontana anni luce dall’esistenza frenetica alla quale siamo tristemente abituati. A scandire le giornate sono cieli blu a perdita d’occhio, acque calme abitate da colorata fauna marina, sabbia color borotalco dove le tartarughe nidificano, guesthouse con vista sulla spiaggia e angoli di fitto verde tropicale.
 
 

Un vero paradiso africano dove a farla da padrone sono i sorrisi dei bambini. Il loro giorno di festa è la domenica quando con i vestiti più belli, si preparano ad andare in chiesa e ad assistere a celebrazioni durante le quali canti e balli sono parte integrante del rito. Per i più piccoli, invece, è tempo di correre scalzi tra i sentieri superando i negozi di souvenir artigianali, sotto l’occhio vigile delle tante donne presenti. Le stesse che trascorrono le ore a cucire qualche tovaglia con un’acquisita maestria, piccoli capolavori che venderanno a cifre ben più che abbordabili ai turisti di passaggio. Nel frattempo, gli uomini si occupano della pesca, dell’operazione di essiccamento del pesce e dell’agricoltura.
 
Tra lemuri e tartarughe giganti
 
Nosy Komba racchiude nel nome la sua peculiarità più amata. Significa, infatti, “l’isola dei lemuri” e si trova tra Nosy Be e la costa nord-occidentale dell’isola madre. Molti locali la ricordano anche col termine di Nosy Ambariovato, “isola circondata dalle rocce”, per via della presenza in grandi quantità di materiale vulcanico. Il primo pensiero seguendo l’aroma di spezie e vaniglia che coccola l’olfatto lungo la strada, è tuttavia quello dell’incontro con questo simpatico animaletto presente nel Paese in oltre sessanta razze differenti e antenato comune di uomo e scimmia. Qui si trova la specie macaco e i lemuri rispondono al richiamo delle guide locali che si divertono a urlare nel vento il nome maki maki. Ed ecco che loro arrivano subito. Sanno bene che materializzandosi in mezzo alla natura, troveranno tanti generosi umani pronti a nutrirli con le banane di cui vanno ghiotti. Giusto il tempo di una fulminea presa, un altrettanto veloce scatto, e scappano via. Più chiare le femmine, con il pelo molto scuro i maschi non sopportano di aver toccata la coda, ma sembrano davvero dei bellissimi peluche da coccolare.

Nel tratto di terra emersa sono diversi gli animali curiosi che si possono incontrare: dal boa constrictor per i visitatori più coraggiosi, alla tartaruga gigante fino, ovviamente, ai tantissimi camaleonti, buffe creature sonnolenti che assumono sfumature incredibili a contatto con differenti oggetti. Un micromondo a parte tanto affascinante da attirare ogni anno centinaia di curiosi, anche se poi sono proprio i lemuri a rubare la scena a tutto. Vivono in gruppo e si nutrono di frutti e piante e chi arriva a fine agosto può vedere anche i piccoli appena nati.
 
Esplorando Nosy Komba
 
Lasciare il Madagascar senza averla scoperta, sarebbe un vero peccato. Il principale centro abitato è il villaggio di Ampagorina, che è anche il luogo dove attraccano le imbarcazioni in arrivo. L’isola di forma conica è equamente divisa tra il mercato dell’artigianato, il Parco dei lemuri (dove vivono liberi), le spiagge con piccole taverne e la zona delle abitazioni. Sulla cima della montagna centrale, inoltre, si trovano i resti di un vecchio villaggio francese. Consigliabile, però, è muoversi sempre accompagnati da una guida locale.
 
Navigando vero le isole Mitsio
 
Ma il tour da consevare gelosamente tra i ricordi, può non finire qui perché altri tesori sono racchiusi nell'area. A meno di due ore da Nosy Be, si trovano le isole Mitsio con le loro 15 isole sono tutte da scoprire. Impossibile perdere l’occasione e con un veloce motoscafo si può “volare” tra le onde verso resort etno-chic e chilometriche spiagge deserte incorniciate da palme. In direzione nord, si incontra ad esempio Tsarabanjina, una piccola formazione corallina tropicale ideale per una fuga esotica. Qui la notte il mare si illumina per effetto del plancton e si possono gustare squisite aragoste. Arrivati all’”isola bella”, il suo nome letterale, il sole illumina la spiaggia bianca, le rocce vulcaniche che si tuffano in acque cristalline e la vegetazione rigogliosa protegge le 25 raffinate ville del Constance Tsarabanjina. Se i rifugi esclusivi offrono la massima privacy, al tramonto il cielo si tinge di rosa, arancione o rosso infuocato mentre gli ospiti gustano un tè freddo aromatizzato alla cannella, un cocktail tropicale o uno dei rhum locali che campeggiano in scenografici alambicchi sul bancone del bar. Di notte, invece, migliaia di stelle si specchiano nell’acqua e la bioluminescenza notturna crea un effetto unico. Chi arriva da queste parti in primavera, può godere della formula di Cristal All Inclusive, che permette di trascorrere le giornate in totale libertà senza preoccuparsi di nulla.
 
Quando andare e come arrivare
 
Il momento migliore per organizzare una vacanza in questo tratto di Madagascar, va da aprile a ottobre, quando le precipitazioni si concentrano soprattutto di notte. La stagione delle piogge, invece, si registra tra gennaio e marzo con mare anche molto mosso. Per giungere a Nosy Komba, si può prendere un volo per Nosy Be e poi spostarsi in barca.
 
Madagascar: a Nosy Komba, nella foresta dei lemuri “maki maki”
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