Isole Ogasawara, le “Galapagos d’Oriente” subito a sud di Tokyo
di Sabrina Quartieri
Isola di Minamijima - arcipelago delle Ogasawara
Emozionanti incontri con le tartarughe marine, sensazionali avvistamenti di balene, indimenticabili nuotate con i delfini e panoramici trekking in un contesto naturalistico unico al mondo. Siamo nella prefettura di Tokyo, ma distanti quanto basta dal caos della metropoli nipponica.
 
 

L’arcipelago delle Ogasawara infatti, se amministrativamente appartiene alla capitale giapponese, con i suoi remoti lidi si staglia nel bel mezzo dell’oceano Pacifico a mille chilometri a sud di Tokyo. Bagnato da un’acqua cristallina color “blu Bonin”, perché così si chiamano (anche) le oltre trenta isole del gruppo, questo luogo di pace è ideale per chi ama fare snorkeling nella barriera corallina e concedersi un po’ di relax, a fine giornata, davanti a tramonti mozzafiato. Ad oggi, l’unico modo per raggiungere la destinazione è affrontare una traversata in traghetto di 25 ore, sempre che il mare resti calmo. L’imbarcazione che naviga dal terminal di Takeshiba di Tokyo fino all'approdo, è l’Ogasawara-maru, con partenze previste ogni sei giorni. Il clima mite tutto l’anno rende l’arcipelago una meta di vacanza ancora più interessante.
 
Lo scenario che si apre una volta arrivati, vale però la fatica del lungo tragitto. La sensazione è quella di un’immersione totale in un paradiso tropicale, tra scogli disabitati e atolli ancora incontaminati, dove quasi ogni giorno, al tramonto, si assiste allo spettacolare fenomeno del raggio verde, un brillante lampo di luce che si manifesta poco prima che il sole sparisca dietro l’orizzonte. Sito protetto inserito nella lista Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2011, questo territorio di origine vulcanica che si compone di una vasta foresta subtropicale è oggetto di grande interesse naturalistico. Qui infatti si sono evolute specie animali e vegetali autoctone uniche al mondo, come la libellula delle Ogasawara. Per tale ragione, le isole giapponesi sono considerate le “Galapagos d’Oriente” (in questa zona tra l'altro, anni fa, fu filmato un calamaro gigante, prima che scomparisse negli abissi). Per vivere più esperienze a contatto diretto con la natura, ci si ferma qualche giorno a Chichijima, una delle due uniche isole abitate del gruppo. Tra i tour a disposizione, si può optare per una nuotata con i delfini o un’uscita in barca, e osservare da vicino le balene nel loro habitat. Le acque che bagnano la costa appaiono ideali anche per le immersioni. I fondali sono ricchi di coralli e di pesci tropicali coloratissimi, e i sub più fortunati riescono a incontrare anche le tartarughe marine.
 
Dal molo di Chichijima, in venti minuti di motoscafo si raggiunge l’atollo di Minamijima, dove uno scenografico arco di roccia si posa su una bellissima laguna sorvolata da albatros. Il mare è del colore dello smeraldo e le spiagge sono sconfinate distese di sabbia bianca. Un contesto magico per assistere, sotto l’occhio dei paguri, allo spettacolo della deposizione delle uova da parte delle tartarughe marine, che si lasciano alle spalle l’oceano per cercare i loro nidi. Ancora, se si vuole conoscere la storia di queste isole, una volta tornati indietro, si può visitare il Centro di accoglienza turistica di Ogasawara. Poi, continuando il giro, si fa visita all’organizzazione non profit che si occupa di censire, allevare e proteggere le tartarughe marine presso il Centro Oceanografico, dove è possibile anche ammirare alcuni esemplari da vicino. Per un tuffo nelle tradizioni, ci sono i laboratori di “takonoha zaiku”, per imparare a realizzare oggetti d’artigianato locale fatti con le foglie. Un’usanza che risale a prima del Secondo conflitto mondiale (la zona, durante la guerra, è stata teatro di scontri sanguinari. Clint Eastwood, nel film “Lettere da Iwo Jima”, racconta proprio la cruenta battaglia che si tenne in una delle isole dell’arcipelago tra soldati giapponesi e americani).

Ancora, nei pressi del porto di Futamiko, dove attracca la Ogasawara-maru, c’è la zona di Omura, per andare a caccia di souvenirs da portare a casa. In quest'area inoltre si trovano le sistemazioni per pernottare e i localini dove fermarsi a mangiare e a bere. Quando serve invece la connessione wi-fi gratuita, il luogo da raggiungere è la sala d’aspetto al molo. È da qui che un traghetto fa la spola tra Chichijima e Hahajima, l’altra isola abitata dell’arcipelago, seppur ancora molto selvaggia. Una meta rinomata per l’imperdibile escursione al monte Chibusayama, alto 463 metri. Il piccolo scrigno di tesori naturali, dai rari molluschi terrestri agli uccelli, fino ai giganteschi alberi di ficus microcarpa, offre diversi percorsi. Tra questi, il più apprezzato è il Kofuji-Minamizaki, perché un sentiero pianeggiante conduce a una spiaggia mozzafiato. Molto amata dai camminatori è anche la zona di Sekimon, ricca di specie endemiche come l’uccello meguro, che vive solo in questo territorio.
 
Il tratto può essere compiuto esclusivamente insieme a una guida, prenotando la gita prima di arrivare sull'isola. In generale, le visite nella foresta di Hahajima sono quasi sempre effettuate al seguito di personale autorizzato. Di sera invece, vale la pena perdersi sotto uno dei cieli stellati più belli del Giappone, alla ricerca dei funghi luminosi yakotake (o green pepe, come sono chiamati comunemente). Anche qui, con un po' di fortuna, ci si imbatte in paguri e tartarughe di mare. Infine, a rendere la permanenza alle Ogasawara un’esperienza ancora più autentica, ci pensano il gourmet e la musica. Tra le specialità difficili da trovare altrove, ci sono il rum locale, il caffè biologico Bonin, il sushi a base di pesce in salsa di soia e senape, il sashimi di tartaruga verde e la tempura di fagioli alati. Sulle isole, lo spettacolo più tipico è la danza nan'yo, patrimonio culturale immateriale della Città di Tokyo. Molto caratteristici sono anche i tamburi, suonati durante le esibizioni di ballo o per salutare i viaggiatori in partenza con un arrivederci melodioso e autentico. Per informazioni sulla destinazione, cliccare qui: http://www.ogasawaramura.com/en/.
Isole Ogasawara, le “Galapagos d’Oriente”
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