Pasqua tra sentieri spettrali, borghi-fantasma e cascate: dieci gite fuoriporta vicino Roma
di Sabrina Quartieri
La Scarzuola (foto di Beatrice Alegiani)
Cioccolata, colombe e pranzi interminabili con i parenti. Oppure escursioni e attività all’aria aperta: manca poco a Pasqua, quest’anno domenica primo aprile e, per l’occasione, anche i romani saranno chiamati a scegliere se trascorrere la festività onorando la “migliore” tradizione nostrana – tra maratone di cibo e chiacchiere in famiglia - oppure optando per una giornata diversa, in coppia o con gli amici, organizzando una gita fuoriporta, magari senza allontanarsi troppo dalla città. Per chi, alla fine, deciderà di prendere l’automobile e partire, le mete da raggiungere non mancano di certo. Ecco allora dieci idee su come trascorrere una Pasqua originale e insolita, per chi vive nella Capitale.
 
Rafting, hydrospeed e kayak alle Marmore: a solo un’ora di automobile da Roma, vicino Terni, le cascate più alte d’Europa sono ideali per chi ha voglia di divertirsi e di un po’ di adrenalina. Al Centro Rafting delle Marmore c’è solo l’imbarazzo della scelta tra discese in gommone, hydrospeed e kayak lungo il fiume Nera. Per queste attività, non c’è bisogno di abilità particolari. È sufficiente saper nuotare ed essere in buone condizioni fisiche. Il rafting è sicuramente il più indicato, se ci si presenta in comitiva: ogni gommone ospita fino a sei persone, infatti. Per chi vuole vivere una giornata di relax immersi nella natura invece, si può optare per il river walking. Ovvero, una camminata lungo il letto del Nera, quando le dighe vengono chiuse e il flusso dell’acqua diminuisce rendendo il fiume percorribile a piedi. Il Centro delle Marmore pensa anche alle famiglie: per i bambini c’è il soft rafting con maestro al seguito. Per la giornata alle cascate inoltre non bisognerà preoccuparsi del tempo: tutte le attività possono essere praticate anche se piove. Prezzo del rafting: 40 euro, hydrospeed: 50, river walking: 25, corso di kayak: a partire da 70 euro. Per prenotare: tel. 330 753420; email: info@raftingmarmore.com.


Arcani dei Tarocchi nel colorato “Giardino” della Maremma: superato l’ingresso, la strada sterrata sale fino alla piazza centrale occupata da una vasca. È qui che si ergono unite, le figure della Papessa e del Mago, che segnano l'inizio del percorso. Il grande anfiteatro che si incontra per primo, comunica immediatamente inquietudine ed incantesimo, fascinazione e gioco, sensazioni che animano l'intero Giardino. Il parco artistico dei Tarocchi si trova a Garavicchio, nei pressi di Pescia Fiorentina, nel cuore della Maremma. Ideato dall'artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle, è la casa di statue giganti ispirate agli arcani maggiori delle carte da gioco: 22 imponenti figure in acciaio e cemento ricoperte di vetri, specchi e ceramiche colorate. Ai piedi della collina, l'accesso al parco è letteralmente sbarrato dalla lunga muraglia del padiglione d'ingresso di Mario Botta. L’idea che ha portato alla sua realizzazione è stata quella di volere una “soglia” da varcare per entrare in una “pausa magica” dalla realtà di tutti i giorni. Per prenotare: tel. 0564 895122; email: tarotg@tin.it.

 
Percorso esoterico nei meandri della “città ideale” La Scarzuola: un susseguirsi di spazi a forma di scene teatrali, metafora della vita, per un viaggio nell’anima attraverso l’itinerario surreale ideato dalla mente di Tommaso Buzzi, architetto del Novecento. Situata a Montegiove, nel comune di Montegabbione vicino Terni, La Scarzuola prende ispirazione dal romanzo allegorico e primo poema illustrato italiano “Hypnerotomachia Poliphili”, pubblicato a Venezia da Aldo Manuzio. La costruzione, oggi di proprietà di Marco Solari, nipote di Buzzi, sorge nei pressi di un convento francescano del ‘200. All’interno del cortile è visibile una serie di 14 tavole plastiche in terracotta che raffigurano la via Crucis. Ancora, se la chiesa custodisce preziosi affreschi medievali, il giardino, pieno di bellezze, alterna cipressi a una ricca vegetazione. Per prenotare la visita guidata: tel. 0763 837463. Email: info@lascarzuola.com; costo del biglietto: 10 euro.
 

Un antico mulino, una torre medievale e delle forre vertiginose alle cascate di Monte Gelato: il luogo è suggestivo, ricco di acqua e permeato da una storia antichissima. Situato nel comune di Mazzano Romano tra Roma e Viterbo, il complesso di Monte Gelato, con la torre medievale, l’antico mulino e le cascate lungo il fiume, è uno dei posti più noti del Parco Valle del Treja. Il sito, frequentato dall’uomo fin dalla Preistoria, conserva tracce del passato, dai resti di una villa romana del I secolo a.C., all’insediamento agricolo dell’VIII secolo d.C..  La Mola – così viene chiamato l’impianto rimasto attivo sino agli anni ‘60 e oggi punto informativo del parco - fu realizzata per volontà della famiglia Del Drago, proprietaria dell’omonima tenuta. La suggestione dei luoghi, le numerose cascatelle e le ombrose forre rendono Monte Gelato una meta ideale per gite con pranzo al sacco. Per raggiungerlo, dal GRA si prende la Cassia Bis e si esce a Mazzano Romano.
 
 
Lungo il sentiero spettrale dell’Antica Monterano, set di colossal come Ben-Hur: la città-fantasma nel cuore della Tuscia alterna scenari differenti, ma tutti caratterizzati da un aspetto insolito e minaccioso. Se all’inizio si risale una forra seguendo il letto di un torrente, tra laghetti, cascate e blocchi di pietra stravaganti, d’un tratto il percorso sfocia su un’arida spianata che ospita numerose sorgenti sulfuree. A dominare lo spazio, una rupe che ricorda il volto sogghignante di un essere umano. Poco più avanti si attraversa una Tagliata etrusca che conduce i visitatori fino alla terrazza naturale che si apre sulle rovine della cosiddetta “città morta”, dove si mostra in tutta la sua maestosità un acquedotto. Non meno affascinante la passeggiata tra le case e le abitazioni in rovina. Stupisce, una volta giunti sotto le arcate del Palazzo baronale, il grande leone scolpito sulla Fontana “Capricciosa”, opera del genio del Bernini. Sempre berniniano è il Convento di San Bonaventura, l’edificio più noto di Monterano che, per la sua atmosfera suggestiva, è stato set di film come Ben-Hur e Il Marchese del Grillo. La visita alla Riserva e alle rovine del borgo è libera. Da Roma si percorre la Cassia (S.S. 2) e si prosegue lungo la via Braccianese fino a Canale Monterano. Poi si trovano le indicazioni.
 

Tappa a Civita di Bagnoregio, l’incantevole borgo che rischia di scomparire: è uno dei posti più affascinanti e misteriosi d’Italia. Arroccato su un piccolo sperone di tufo, il paesino in provincia di Viterbo risalente al periodo etrusco può essere raggiunto solo tramite un lungo ponte pedonale. Addentrandosi nel dedalo di vicoli che parte dalla piazza, si ha la sensazione di fare un tuffo indietro nel tempo, accompagnati da un silenzio quasi surreale: gli antichi palazzi medievali osservano, assieme ai frantoi rinascimentali e alle case del popolo, gli immensi calanchi circostanti che, con le loro creste e i loro pinnacoli, fanno da corona a questa piccola località aggrappata alla terra: soprannominata dallo scrittore Bonaventura Tecchi (che nacque qui) “la città che muore”, Civita di Bagnoregio rischia di scomparire, minata dalla continua erosione di due torrentelli che scorrono nelle valli sottostanti, e dall'azione delle piogge e del vento. Sulla piazza svetta una cattedrale del VII secolo e al suo interno viene custodito un crocifisso ligneo quattrocentesco della Scuola fiamminga, protagonista della suggestiva processione del Cristo morto. Costo della visita: 1,50 euro. Per arrivare: prendere l’A1 verso Firenze e uscire a Orvieto. Poi seguire le insegne per Civita di Bagnoregio.
 

Gita a Calcata, per un’esperienza “fuori dal mondo”: la sensazione, quando si varca la porta di ingresso del borgo della Valle del Treja, è di ritrovarsi in un microcosmo indefinito, tra il magico e l’enigmatico. Completamente abbandonata per i frequenti crolli della fragile rupe, solo negli anni ’60 Calcata iniziò ad attirare, proprio per il suo fascino decadente, artisti, artigiani e intellettuali, che pian piano ripopolarono il borgo-fantasma. Per visitare la località medievale, si accede da un’unica porta e, girovagando tra i vicoli, si raggiunge una deliziosa piazzetta ornata da tre curiosi “troni” di tufo, dove si affacciano il Castello degli Anguillara con la sua torre ghibellina e la Chiesa del SS. Nome di Gesù. Da qui parte una curiosa passeggiata che conduce al ciglio del profondo precipizio che cinge l’abitato: una peculiarità, questa, che rende Calcata un paese fortificato “naturalmente”. Tra i ristoranti da provare, si consigliano “La latteria del gatto nero” e, per chi ama il vegetariano, “La grotta dei germogli”. Da non perdere infine la sala da tè, ospitata in una casetta delle favole piena di leccornie. Come raggiungere la località: percorrere la Cassia Bis fino alla svolta per Mazzano Romano–Calcata.
 
 
Picnic al lago di Martignano, l’alternativa al mare per i romani:
non è di certo un posto sconosciuto per chi vive nella Capitale, innanzitutto per la sua vicinanza, anche se questo specchio d’acqua rimasto isolato non è proprio facile da raggiungere. Quello che viene considerato un “must” della gita fuoriporta per chi vive nella Città eterna, è ideale se si ama l’aria aperta, la canoa, la mountain bike, il trekking e i picnic tra amici o in famiglia. In quest’oasi di pace, anche i cani sono i benvenuti, grazie ad una zona adibita a dog park. Di origine vulcanica, il lago si trova all’interno dell’area protetta del Parco naturale regionale del complesso lacuale di Bracciano – Martignano. Intorno non ci sono centri abitati, così il posto è rimasto incontaminato, tra boschi, una lunga spiaggia nera e una pineta. Grazie all’ambiente isolato, sulle sue rive è stata ambientata la casa della Fata Turchina dello sceneggiato “Le avventure di Pinocchio” di Luigi Comencini. Per arrivare, si può partire sia da Anguillara Sabazia, che da Campagnano di Roma.
 
  
Bosco didattico e soggiorno di charme nella Tuscia: alberi monumentali, grotte, sorgenti, edifici storici come la Chiesa della Trinità e il Campanile di Sant’Egidio, ma anche seccatoi per le castagne lungo gli antichi sentieri dei carbonai. La visita guidata “Il Bosco Didattico del Cimino” attraversa la Tenuta Sant’Egidio, alle pendici di Soriano nel Cimino. A proporla è lo staff della Casina degli Specchi, una dimora storica e di charme della zona, situata a pochi chilometri da Viterbo. Una struttura del XVIII secolo tutelata dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici. Pernottare al suo interno rende la gita fuoriporta romantica e esclusiva, grazie agli eleganti arredi e alle preziose decorazioni antiche. E per chi vuole concedersi una cena, la tappa da non perdere è al ristorante Osteria Belvedere di Bassano in Teverina, a quattro chilometri da Soriano nel Cimino, un locale ricavato dalle cantine di un palazzo storico del ‘600. Per prenotazioni: tel. 340 8516537; 340 8646380; email: info@casinadeglispecchi.it. Per il ristorante Osteria Belvedere: tel. 0761 407546.
 

A Sperlonga, per immergersi nelle tipiche atmosfere mediterranee: le sue piccole case bianche e i vicoli stretti danno l’idea di stare su un’isola. E invece questo rinomato borgo in provincia di Latina, sorge su uno sperone di roccia che si protende verso il mare, cristallino e mai agitato. Girovagare tra le stradine del centro e curiosare tra le botteghe artigianali è una piacevole passeggiata. Da non perdere la villa dell’imperatore romano Tiberio, importante sito archeologico che ha dato grande impulso al turismo della zona. I suoi ambienti interni sono disposti intorno ad un portico. Qui si trova anche una incredibile grotta naturale. Per chi ha già voglia di assaggi di estate – tempo permettendo – vale la pena scendere in spiaggia, rinomata per la sua sabbia soffice e dorata, dove si alternano diversi ristorantini per un buon pranzo di pesce vista mare. Come raggiungere Sperlonga: si percorre la via Pontina fino a Terracina e si prosegue lungo la via Flacca. Per chi preferisce l’Autostrada del Sole Roma-Napoli, l'uscita più vicina si trova a Cassino.
 
 
 
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