La Danimarca che non ti aspetti a due ore e mezza da Roma: Aarhus
di Nicole Cavazzuti
Aarhus foto di Nicole Cavazzuti
La Danimarca non è solo Copenaghen. Anzi. Meno nota, e forse anche più curiosa, è Aarhus (info pratiche qui), seconda città danese nello Jylland centrale.

È una cittadina raccolta, ideale per un tre giorni fuori porta come per una settimana, perché permette di spaziare dai musei alla natura (a 10 km a sud del centro ci sono rigogliose foreste di faggi attraversate da sentieri che portano alle spiagge sabbiose), dallo sport alla musica e al design. E, dalle 18 in poi, via libera alla movida tra ristoranti, birrerie, cocktail bar vista canale e discoteche. Con il vantaggio che d'estate il sole tramonta alle 23 e non c'è mai un buio profondo (guarda la foto scattata all'uno e trenta del mattino!).
Ed è anche buona base per visitare la regione.

Che dirvi?
Noi ci abbiamo trascorso due giorni e vorremmo tornarci. Perché è bello camminare per le sue strade, perché ha moltissimi musei interessanti, perché è in trasformazione (dopo la riqualificazione della zona intorno al fiume ora è impegnata a trasformare l’area del Porto). E poi, perché vanta una vita notturna vivace ed è circondata dal verde.



Insomma, vi suggeriamo una visita. Meglio entro il 19 ottobre, perché fino ad allora Aarhus sarà più vicina grazie ai voli diretti di SAS da Roma ad Aarhus e ritorno a partire da 74 euro.
 


Le cinque attrattive che più ci hanno colpito?
Innanzitutto, il Den Gamle By (La Città Vecchia), un museo a cielo aperto con oltre 80 case in legno e muratura trasportate ad Aarhus da tutte le regioni della Danimarca e disposte in modo da ricostruire una cittadina di provincia in tre epoche diverse: 1864, 1927 e 1974. Il tutto con tanto di negozi funzionanti e case aperte al pubblico (a rotazione) animate da attori in costume. Per un viaggio nella storia delle città danesi passando per gli alloggi ottocenteschi dove andava da bimbo Anderson al palazzo della Zecca, abitazione dell’alta borghesia convertita in pub, per arrivare al concessionario d'auto o al negozio di cappelli degli anni '20 e concludere tra negozi di wi-fi, di fotografia, jazz bar fumosi, appartamenti hippy e case borghesi degli anni '70. Incantevole! 



Indimenticabile è poi il Your Rainbow Panorama (nella foto), la spettacolare passerella che sormonta l’Aros Aarhus Art Museum (guarda la gallery) e che regala una camminata panoramica circolare di 150 metri e una vista a 360° sulla città e i suoi dintorni. Nell'Aros Aarhus Art Museum, museo simbolo della città, ci sono anche un bar e un ristorante molto piacevoli.
E ancora: ci sono piaciuti le strade del quartiere Latino (il più antico e il più affascinante di Aarhus) e il centro storico.
Merita una visita pure la nuova zona del porto e vale la pena rilassarsi nei numerosi locali e cocktail bar disseminati nella città, a partire dall'Aarhus Central Food Market, recentemente aperto nell’edificio industriale Aarhus Hallen: un mercato coperto che offre i migliori ingredienti di stagione di tutta la regione e dove è possibile cenare nei diversi ristoranti all’interno.
Immancabile l’Aarhus Street Food: un must dove fare una scorpacciata di prelibatezze di più di 30 paesi diversi. Nato in un vecchio deposito d'autobus di fianco alla Rutebilstation, offre una cucina da strada deliziosa e rispettosa dell'ambiente.



EVENTI
E a proposito di food, se siete viaggiatori gourmet tenete conto che una buona occasione per visitare la città arriva a inizio settembre (dal 7 al 9) con il Festival Gastronomico di Aarhus, una kermesse che riunisce i migliori produttori danesi e scandinavi e molti chef di cucina d’autore. Cosa aspettarsi? Dai safari marini ai laboratori di salumi, dalle birre nordiche ai pic nic gourmet. Ecco solo alcune delle numerose le attività che il Food Festival offre. Filo rosso, la passione per la cultura del cibo locale, ma anche per la sostenibilità e l'artigianato, nonché l'intento di promuovere la cucina nordica a livello nazionale e internazionale.

Non siete ancora convinti che Aarhus valga un viaggio?

Altre cose da vedere:
Sea War Museum, aperto nel 2015 a Thyborøn è dedicato alle battaglie nel Mare del Nord durante la Prima Guerra Mondiale tra oggetti, libri e archivi storici.
Strandingsmuseum St. George costituito da quattro gallerie interconnesse per un viaggio interattivo nella storia dei naufragi al largo della costa occidentale dello Jutland con le testimonianze dei marinai di tutto il mondo. C'è anche una quinta galleria per mostre speciali. E per il relax, un parco giochi all'aperto marittimo e un bar / ristorante.
Silkeborg Bad, centro d’arte moderna danese e internazionale, immerso in un meraviglioso parco costellato da sculture, in un contesto d’epoca.
Il Palazzo di Marselisborg è la residenza estiva e natalizia della famiglia reale. I giardini del Palazzo, e il giardino delle rose della Regina, sono aperti al pubblico ad eccezione dei periodi di permanenza della famiglia Reale.
Moesgaard Museum con reperti storici che vanno dall’età della pietra all’epoca dei vichinghi, tra cui il celebre Uomo di Grauballe, che ha ben 2000 anni. Progettato dallo studio danese Henning Larsen Architects, è stato costruito con l'idea d'instaurare una relazione di reciproco vantaggio tra palazzo e natura nel segno della sostenibilità. Notevole il risultato. La struttura del museo si adatta al profilo collinoso del terreno e il tetto è un ampio giardino inclinato (guarda la foto sotto).

Lo spazio si sviluppa tra il foyer centrale, 750 mq di superficie illuminati naturalmente dai pozzi di luce scavati in copertura che ospitano caffetteria, biglietteria e guardaroba, e l’area espositiva di quasi 16.000 metri quadrati.
 
Nei dintorni
Aarhus Harbour Bath
Un nuovo spazio balneare con tutti i servizi. Sul lungomare non mancano campi da beach volley, bar e cafè. Presto apriranno un teatro, un hotel, insieme a diversi ristoranti e a un’area shopping.

Dove dormire ad Aarhus:
Noi abbiamo pernottato al Radisson Hotel, a due passi dalla stazione.
Sul sito di promozione turistica della città, altre soluzioni: clicca qui.
 
Ecco perché Aarhus merita una visita
Planisfero
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