Stonehenge: uno studio rivela le origini dei misteriosi megaliti
di Paolo Travisi
Il sito neolitico di Stonehenge
Sebbene il più famoso sia il sito neolitico di Stonehenge, nel Regno Unito, non è l'unico esempio di architettura antica realizzata usando i megaliti. In Europa si contano decine di migliaia di siti simili, anche vicino casa nostra, in Sardegna (la Tomba dei giganti di Li Lolghi ad Arzachena). E se per anni gli esperti in materia hanno dibattuto circa le origini di Stonehenge, uno studio condotto all'Università di Göteborg in Svezia, avanza un'ipotesi del tutto diversa dalle altre. E cioè che le origini dei megaliti di Stonehenge siano da rintracciare in Francia, nell'area nord-occidentale, l'attuale Bretagna, dove strutture simili a quelli inglesi, hanno fatto la loro apparizione circa 6.800 anni fa. La responsabile dello studio, pubblicato su Science News, è l'archeologa Bettina Schulz Paulsson, convinta che le conoscenze raggiunte all'epoca fossero state diffuse, via mare, alle popolazioni sulle coste atlantiche e mediterranee in Europa. Questi siti neolitici – ne esistono 35 mila nel vecchio continente – sono in realtà delle tombe, dove le pietre erette simboleggiano degli edifici o templi, luoghi di raccolta in memoria dei morti. A dimostrazione della tesi dei ricercatori svedesi, il fatto che molti siti siano stati costruiti vicini alle coste, realizzati in un periodo datato tra 6.500 e 4.500 anni fa, proprio perché erano gli antichi viaggiatori a raggiungere gli insediamenti costieri, ove diffondere le conoscenze maturate in Francia. Se la conclusione sembra avere la sua semplice logica, lo studio è stato in realtà ben più complesso: gli scienziati infatti, hanno condotto analisi al radiocarbonio in 2.410 siti, in particolare sui resti umani rinvenuti anche nelle tombe interrate, per creare una mappa cronologica su scala europea. I ricercatori sono convinti che proprio le tombe nel nord-ovest della Francia siano state la fase precedente dei megaliti eretti, rimasti ancora oggi. Successivamente i cacciatori della zona, con conoscenze di navigazione, nei secoli seguenti portarono la loro cultura nei viaggi in mare. Prima in Francia, in alcune parti della penisola iberica e del Mediterraneo, fino a raggiungere il nord della Scandinavia e Germania.
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